… prima del Festival

Per arrivare all’appuntamento conclusivo di giugno c’è bisogno di prepararsi e confrontarsi. A volte si usano le parole, a volte le immagini, altre ancora l’arte tout court, ma quel che importa è continuare a mantenere vivo il dibattito e creare momenti e luoghi di condivisione.

Martedi 14 maggio- Cultur(a)e in transito con Andrea staid

Chi siamo noi? chi sono loro? che cos’è la cultura? per capirlo dobbiamo mettere in discussione il concetto di identità chiusa e definita una volta per tutte, mostrando come la storia del genere umano sia stata caratterizzata da continui cambiamenti, rimescolamenti e mutazioni. In nessun caso possiamo parlare di culture “pure”, incontaminate da influssi esterni. Oggi più che mai è assurdo inneggiare ad un’originalità dei costumi dato che con la globalizzazione e la mobilità internazionale, molte delle cose che mangiamo, facciamo, diciamo e pensiamo provengono da altre parti del pianeta. Il problema reale è che sempre più le merci sono ,libere di muoversi dove e come vogliono mentre gli umani no, e la tendenza è sempre di più quella di un appiattimento generale su un’unica grande monocultura, mix artificioso di tutte le culture del pianeta, il cui cavallo di battaglia rimane, nonostante la crisi, il lifestyle americano.
Contro gli identitarismi e contro l’avanzare di questa globalizzazione una proposta possibile è quella del meticciato, che non dev’essere necessariamente un dato di fatto ma innanzitutto un atteggiamento mentale.

https://www.facebook.com/events/354992232030803/?notif_t=plan_user_associated&notif_id=1556272740178949
AUTOBIOGRAFIA DI UN PICCHIATORE FASCISTA

ispirato al romanzo di Giulio Salierno edito da Minimum Fax

di e con Marco Brinzi

Autobiografia di un picchiatore fascista ripercorre la biografia di un fascista per capire cosa possa muovere oggi le persone, soprattutto quelle più giovani, ad avvicinarsi, a giustificare e a riproporre un’ideologia tanto superata e sconfitta dalla storia, violenta e antidemocratica.

Negli anni ’50 Salierno è attivista di spicco del Movimento Sociale Italiano romano e frequenta Graziani, Almirante, Rauti. Diciottenne è condannato a trent’anni di reclusione per omicidio a scopo di rapina, fugge in Francia, si arruola nella Legione straniera e va a combattere in Algeria dove finisce imprigionato. L’ideologia fascista comincia a vacillare già nelle carceri algerine, dove si sente molto vicino a quella che la società reputa feccia. Trasferito nelle carceri italiane, Salierno scopre l’appartenenza alla classe degli sfruttati e la solidarietà con altri detenuti più sfortunati di lui: sviluppa una nuova coscienza politica e arriva all’abiura del fascismo.

La recitazione diventa quindi per Brinzi lo strumento elettivo attraverso cui rivendicare l’impegno e rimarcare i principi su cui nasce l’Italia contemporanea, antifascista, repubblicana e democratica, e il mezzo più immediato per compiere quell’esercizio quotidiano chiamato memoria.

Aspettando il Festival della filosofia politica
Progetto finanziato da:
ADISU Puglia
Organizzato da:
LINK Lecce – Coordinamento Universitario Zei Spazio Sociale


https://www.facebook.com/events/1195754657248819/

Lo Spazio Sociale Zei ha ospitato dal 4 dicembre 2018 al 25 gennaio 2019 la mostra di Francesco Murrone “Pop filosofia visiva”, ispirata al nostro amico Tommaso Ariemma e al suo libro “La filosofia spiegata attraverso le serie tv”.
Durante l’inaugurazione una piccola incursione del nostro Tommaso e disegni e disegnetti del nostro artista. https://www.facebook.com/events/1729650683807628/

Sabato 15 dicembre abbiamo ospitato lo spettacolo di Daniele Fabbri “Fascisti su Tinder”, il primo appuntamento dedicato al Festival.

https://www.facebook.com/events/1678015515637340/

“Uno spettacolo di StandUp Comedy è come un concerto punk:
i giovani si divertono, i nonni muoiono.” (cit. Daniele Fabbri).

«Lo StandUp Comedian non utilizza barzellette o battute popolari, si esibisce con testi originali e personali, unisce la volontà di divertire il prossimo e trasmettergli le proprie idee, attraverso monologhi divertenti e sinceri, costruiti a partire da osservazioni sul quotidiano e scaturite in un flusso di coscienza dissacrante e senza peli sulla lingua.»

«Sappiamo distinguere il confine tra serio e faceto? Siamo in grado di capire quando c’è un vero allarme sociale e quando sono solo polemiche per far piangere il web? È giusto che un 35enne torni single dopo 7 anni e tenti di rimorchiare le milf su Tinder parlando di Pasolini e Che Guevara? Perché comunque, con Pasolini e Che Guevara ancora si scopa! E invece, col Duce, si scopa?»