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Il “Festival della filosofia politica: pensa, parla, condividi” è un progetto nato dalla collaborazione tra lo Spazio Sociale Zei e Link Lecce. Il progetto è alla sua terza edizione e quest’anno sarà dedicato ai temi legati alle migrazioni, i conflitti e i confini. Vogliamo creare uno spazio di discussione e confronto e fornire strumenti di analisi che possano contribuire a comprendere le dinamiche politiche, sociali e civili in atto per attuare un processo reale di integrazione che parta, innanzitutto, dalla comprensione e non dalla paura dell’altro.

Il progetto è finanziato dai fondi del bando per attività culturali sociali e sportive promosso da Adisu Puglia ed è realizzato da Link Lecce in collaborazione con Spazio Sociale Zei-Circolo Arci Lecce-, Diaframma Zero- gruppo fotografico, Circe- Centro Internazionale di Ricerca per la Convivialità Elettrica, “Filosofia in ¾”, gruppo informale che si occupa della realizzazione di seminari e convegni di filosofia.

Il progetto prevede una serie di incontri, seminari, workshop e tavole rotonde, oltre la realizzazione di mostre attinenti al tema e delle serata musicali, durante l’anno 2018-2019 e si concluderà con la realizzazione di un Festival con ospiti nazionali e internazionali.

Il comitato scientifico è composto da: Circe- Centro Internazionale di Ricerca per la Convivialità Elettrica, Carlo Milani, Andrea Staid, Caterina Annese, Alessia Bleve, Tamara Francesca Scarciglia.

Organizzazione logistica e amministrativa: Spazio Sociale Zei e Link Lecce.


tech support: alekos.net, rpl, Dick!

live set con Manufunk e Sandro Sax.
Manu Funk, (Manuele Pagliara) produttore, esecutore ed arrangiatore, frontman dei Bundamove, è stato chitarrista di Roy Paci & Aretuska, ha collaborato con artisti del calibro di Fiorella Mannoia, Niccolò Fabi, Negrita,Après la Classe…
Sandro Sax, Sandro Sax (Alessandro Nocco) sassofonista leccese, durante la sua lunga esperienza musicale collabora con alcuni dei progetti che hanno segnato la storia dell’acid jazz come gli “Intensive Jazz Sextet” e “Paul Achenza trio”, successivamente con il Dj di fama mondiale “Little Louie Vega”. Punto fermo della Funk Machine dei Bundamove, ha collaborato con i Sud Sound Sistem, Roy Paci & Aretuska, Boomdabash ..ed ha aperto i concerti di Manu Chao e Ska-P.

Giorgio Coen Cagli è un fotografo e storico dell’arte romano recentemente trasferitosi a Lecce.
Si avvicina al mondo della fotografia a 17 anni e frequenta il Centro Sperimentale di Fotografia “Adams” di Roma, dove si specializza nel reportage sociale seguendo i corsi di Rocco Rorandelli e Tano d’Amico. I suoi progetti riguardano tematiche sociali, politiche ed ambientali e si caratterizzano per la ricerca di contrasti tra elementi storici e culturali spesso molto distanti tra loro. La formazione fotografica è affiancata da quella storico-artistica, che culmina nel 2018 con la laurea magistrale in Storia dell’Arte presso La Sapienza e che porta Giorgio a sperimentare con linguaggi diversi e ad esplorare il mezzo fotografico alla ricerca di molteplici soluzioni espressive

15 giugno Sala Rettorato Unisalento-Lectio Magistralis: Jean Loup Amselle

Per riflettere sul potere della narrazione e sulla pesante influenza che lo spirito classificatorio che caratterizza il paradigma di una certa antropologia, ma non solo, esercita nella costruzione di schemi sulla base dei quali si finiscono per realizzare politiche di intervento talvolta fallimentari.

“Non si tratta in
nessun caso di scontro tra “tradizione” e “modernità”
all’interno dell’Islam o degli islami “africani” ma in effetti di un
confronto tra due modernità costruite per i bisogni di
causa e che non sono specificamente “africani” ma tutti,
semplicemente, “globali”.
Jean-Loup Amselle è antropologo. Africanista, ha lavorato in particolare su etnicità,
multiculturalismo, arte africana contemporanea, postcolonialismo. Directeur d’études
EHESS (Paris) e caporedattore di Cahiers d’études africaines. Gli ultimi libri pubblicati
sono: Il museo in scena (Meltemi) Islam africani (Meltemi) Connessioni. Antropologia
dell’universalità delle culture (Bollati), Logiche meticce (Bollati)

Venerdi 14 Ex Monastero degli Olivetani: Donatella della Ratta


Filmare e uccidere sono le dinamiche per eccellenza del conflitto siriano. Due modalità real-time che sembrano non interrompersi, ma piuttosto si espandono attraverso la rete, partecipando all’economia dei like & share. Media e guerra in perpetua accelerazione, in formato non-stop, virale e condivisibile. Partendo dalla tragica esperienza della Siria e dall’analisi della cultura visiva della guerra, Donatella Della Ratta racconta l’evoluzione dei conflitti contemporanei in modalità network e always-on
Donatella Della Ratta
È una ricercatrice italiana. Ha scritto Media Oriente. Modelli, strategie e tecnologie nelle nuove televisioni arabe (Seam 2000) e Al Jazeera. Media e società arabe nel nuovo millennio (Bruno Mondadori 2005). Il suo ultimo libro si intitola Shooting a Revolution. Visual Media and Warfare in Syria (Pluto Press 2018). Ha curato diverse mostre su cinema e arte in Siria, fra cui ‘Syria Off Frame’ (2015). Insegna comunicazione alla John Cabot University di Roma.  

15 giugno Sala Rettorato: Jacopo Anderlini

Jacopo Anderlini (PhD), sociologo, si occupa dei limiti dell’ospitalità, in particolarenell’ambito delle migrazioni contemporanee dai paesi nordafricani.
Jacopo Anderlini is currently a PhD candidate at the Department of Education Studies (DISFOR), University of Genoa. Jacopo does research in Border studies, Refugee studies, Race, Ethnicity and Politics, Social and Political Philosophy and Urban Sociology mostly using qualitative methods and ethnography.

14 giugno Ex Monastero degli Olivetani: Milena Maglio

Milena Maglio (PhD) è filosofa al Centre d’éthique clinique (AP-HP) di Parigi. Specialista di bioetica e etica clinica. Le questioni legate alle decisioni mediche e ai limiti della vita sono al centro dei suoi interessi.

14 giugno Ex Monastero degli Olivetani: Circe

14 Carlo Milani (PhD) traduce (FR/EN/ES>IT). Tecnologie appropriate con alekos.net, ricerca e insegnamento con circex.org

Davide Fant Skrim è formatore, ricercatore in ambito sociale e pedagogico. Si occupa di
consulenza e formazione in contesti socio-educativi e scolastici. E’ responsabile dell’Anno
Unico, percorso formativo per adolescenti in situazione di abbandono scolastico. Con il
gruppo di ricerca C.I.R.C.E. si occupa di approccio educativo critico e conviviale alle
tecnologie digitali. E’autore di Pedagogiahip-hop. Gioco, esperienza, resistenza (2015)

Agnese Trocchi è social media strategist, copywriter e storyteller. È attiva sulla scena della
video art e net.art (Italian Telestreet Network, Candida TV) dagli anni Novanta. Conferenze e formazioni con circex.org

Il gruppo di ricerca C.I.R.C.E. nasce dall’incontro di filosofi, programmatrici, scrittrici, artisti ed educatori. Tutte condividiamo la stessa passione per la convivialità elettrica e siamo molto preoccupati per lo spazio che stanno prendendo le tecnologie del dominio nella vita di tutti i giorni.
Per questo organizziamo laboratori di autodifesa digitale e pedagogia hacker, informatica conviviale per ragazze, ragazzi, bambini, gruppi di affinità, smanettoni e per tutti e tutte coloro che sono curiose.
La nostra riflessione teorica spazia dallo studio degli automatismi cognitivi, in particolare nelle interazioni uomo-macchina, all’impatto socio-politico dei dispositivi tecnologici interconnessi. Quali sono gli effetti delle Megamacchine nelle nostre vite? Cosa rimane della libertà?

https://circex.org/it/

14 giugno ex Monastero degli Olivetani: Vivien Garcia

Vivien García (PhD), chercheur associé au laboratoire Philosophie, Pratiques & Langages (Université renoble Alpes). è filosofo e traduttore. Specialista di filosofia politica e morale e
filosofia della tecnica. Il suo ultimo libro Le sort de la philosophie propone una lettura
innovativa del movimento giovane-hegeliano. Attualmente è impegnato nella traduzione in
francese del saggio di Donna Haraway Staying with the Trouble.

15 giugno Sala Rettorato Unisalento: Andrea Staid e Leonardo Caffo


Alla ricerca di un centro di gravità permanente
Un dialogo tra Leonardo Caffo e Andrea Staid

Secondo Gilles Deleuze la forma di vita del contemporaneo verso cui tutti dobbiamo tendere è quella del “nomade”. Una figura presente nella filosofia almeno di Nietzsche che la descrive così: “
Arrivano come il destino, senza causa, senza ragione, senza pretesto
…”. Il nomade, per Deleuze, è colui che diviene-altro: concatenazione di simboli, entità, luoghi. Gli antropologi sanno bene che l’essere umano per la maggior parte della sua esistenza è stato nomade. Come ci ricorda Ugo Fabietti Il movimento rappresenta un elemento costitutivo dell’esperienza umana che ha, nel nomadismo di alcuni popoli asiatici, l’icona del nostro immaginario. Dal neolitico ad oggi, il nomadismo ha attraversato profonde trasformazioni, e ha anche rappresentato una forma di esistenza interconnessa con quella che è la sua dimensione “speculare”: la sedentarietà, l’occupazione del territorio in forma stabile, la permanenza degli insediamenti e dei mezzi produttivi. Il nomadismo sopravvive nella scelta degli “spiriti nomadi”: desiderio di libertà e di fuga, fantasie da viaggiatori, o, in scelte che sono nella maggioranza dei casi obbligate, come le migrazioni dovute alle persecuzioni, alla povertà, alla violenza e alla guerra. Jacques Attali scrive che l’uomo fu inizialmente nomade; oggi, assimilata la stanzialità ed a causa della mondializzazione, sta diventando “nomade” in un modo nuovo.
Il nomadismo non è quindi caratteristica del solo migrante economico oggi, ma descrive l’essenza del precariato culturale e del movimento della figura dell’intellettuale: senza una casa, senza una geografia, l’intellettuale è colui che coincide con la sua vita mentale e si sposta, privato dal capitalismo di quello che nel teatro si chiama “centro di gravità permanente”. Quanto di questa condizione influisce sul lavoro e sulla produzione intellettuale e quanto, come nel caso dei “dervishes turners” è possibile provare ad avere un centro in assenza di possibilità di permanenza?


Andrea Staid e Leonardo Caffo

Andrea Staid è docente di Antropologia culturale e visuale presso la Naba, ricercatore presso Universidad de Granada, dirige per Meltemi la collana Biblioteca /Antropologia. Ha scritto: I dannati della metropoli, Gli arditi del popolo, Abitare illegale, Le nostre braccia, Senza Confini, Contro la gerarchia e il dominio. I suoi libri sono tradotti in Grecia, Germania, Spagna e adottati in varie facoltà universitarie. Scrive per diverse testate giornalistiche tra le quali, Il tascabile, Left, La Ricerca, A rivista.


Leonardo Caffo insegna Ontologia del Progetto al Politecnico di Torino ed è membro del Laboratorio di Ontologia dell’Università di Torino.  insegna anche alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, alla Scuola Holden e al Made Program della Accademia di Belle Arti Rosario Gagliardi a Siracusa.Scrive sull’inserto culturale «la Lettura » del «Corriere della Sera» ed è codirettore di «Animot». Nel 2015 ha vinto il Premio nazionale Filosofia Frascati. Tra i suoi ultimi libri ricordiamo A come Animale: voci per un bestiario dei sentimenti (Bompiani 2015). Per Einaudi ha pubblicato La vita di ogni giorno (2016), Fragile umanità (2017) e Vegan (2018)– 

14 giugno Ex Monastero degli Olivetani: Daniela Danna


 Alla base delle dinamiche della popolazione stanno tre componenti: le nascite, cioè la procreazione, le migrazioni, le morti. È il processo della procreazione ad assicurare la continuità tra le generazioni e il mantenimento della presenza umana sul pianeta Terra. Non è una banalità da dare per scontata, ma la base fondamentale su cui la vita umana costruisce la storia.
Il tema della popolazione, che Braudel poneva alla base di Civiltà materiale, economia e capitalismo, è oggi affidato solo a una branca quantitativa della divisione disciplinare voluta dai teorici liberali al posto dell’unica scienza sociale storica. “La popolazione è in declino, dobbiamo intervenire”, “I poveri aumentano di numero per la loro ignoranza”, “L’aumento demografico mette in pericolo l’ecologia del pianeta”: i miti della demografia hanno conseguenze politiche, e vengono smentiti da questo lavoro, che ricostruisce e commenta le principali teorie a proposito di ciò che determina gli andamenti nel tempo della popolazione umana
Daniela Danna è ricercatrice in sociologia presso l’Università del Salento. E’ autrice di numerosi libri e anche pamphlet, come La Piccola Principe. Lettera aperta alle giovanissime su pubertà e transizione (Vanda epublishing-Morellini 2018) dove approfondisce la questione dei presunti “minori trans” e Dalla parte della Natura. L’ecologia spiegata agli esseri umani. (Morellini-VandA epublishing 2018). Le sue ultime pubblicazioni sono Il peso dei numeri. Teorie e dinamiche della popolazione (Asterios 2019) e la curatela di Né sesso né lavoro. Politiche della prostituzione (Vanda epublishing 2019). Nel 2017 ha scritto sulla surrogazione di maternità: Maternità. Surrogata? (Asterios) e Fare un figlio per altri è giusto… (Falso)! (Laterza).